Atomizzatori rigenerabili: guida e consigli per iniziare
Guida - Il mio primo atomizzatore rigenerabile
Indice
1. Introduzione
Rigenerare da solo il tuo atomizzatore: molti ne hanno già sentito parlare, ma a prima vista può sembrare complicato. Non farti spaventare: in realtà non è poi così difficile e apre a ogni vaper un mondo tutto nuovo.
Oggi, con gli atomizzatori a testine prefatte, di solito sei limitato a due o tre coil diverse. Con i rigenerabili, invece, sei completamente libero di scegliere resistenza e caratteristiche del filo, e quindi anche quantità di vapore e intensità aromatica.
Per esempio, posso rigenerare il mio atomizzatore in modo da usarlo con soli 25W. Oppure, al contrario, posso rigenerare lo stesso atomizzatore per svapare a 80W. Nuvoloni o vapore più discreto: come vedi, con un rigenerabile hai molta più flessibilità rispetto a un atomizzatore a coil prefatte. Ti servono solo un po’ di tempo, pazienza e soprattutto voglia di provare qualcosa di nuovo e smanettare un po’.
2. Quale rigenerabile fa per me?
Come per gli atomizzatori a testine prefatte, anche qui esistono atomizzatori MTL e DL. In ogni caso distinguiamo quattro tipi di rigenerabili. Vediamoli più da vicino: differenze, pro e contro e come si rigenerano.
2.1 RDA - Rebuildable Drip Atomizer
Gli RDA, conosciuti anche come dripper o atom da dripping, sono i rigenerabili più semplici. Nella maggior parte dei casi li trovi come atomizzatori mesh, dual coil o single coil. Il nome dripper deriva dal fatto che non hanno un tank: di solito il liquido si gocciola dall’alto, attraverso il drip tip o dopo aver rimosso la top cap, direttamente sul cotone e sulla coil o sulle coil.
Nei modelli più recenti si trova spesso un pin positivo forato verso l’alto. Serve per utilizzare l’RDA su una box squonk. In generale, tra chi usa lo squonk, i dripper sono il tipo di atomizzatore più diffuso.
La rigenerazione: qui non c’è moltissimo da tenere a mente, perché il cotone va semplicemente sistemato verso il basso nella vaschetta. Naturalmente bisogna fare attenzione che l’airflow resti libero come previsto e non venga coperto dal cotone.
Non entriamo troppo nei dettagli, perché ogni atomizzatore si rigenera in modo leggermente diverso. Il nostro consiglio è questo: guarda qualche tutorial su YouTube. Ne troverai praticamente per qualsiasi atomizzatore e potrai vedere qual è il modo migliore per lavorare su quel modello specifico.
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Vantaggi
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Svantaggi
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2.2 RDTA - Rebuildable Drip Tank Atomizer
Gli RDTA sono sostanzialmente degli RDA che, però, si distinguono da un RDA puro perché hanno un tank sotto al deck di rigenerazione. Hai quindi un serbatoio che alimenta coil e cotone con il liquido, ma puoi anche drippare senza problemi se ti va. Anche la rigenerazione è quasi identica a quella di un RDA, con la piccola differenza che il cotone non va sistemato nella vaschetta, ma fatto scendere nel tank. Qui c’è fondamentalmente una sola cosa a cui fare attenzione: le aperture verso il tank devono essere chiuse completamente dal cotone, ma senza pressarlo troppo. Altrimenti, se lasci il dispositivo in orizzontale, il tank potrebbe perdere liquido.
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Vantaggi
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Svantaggi
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2.3 RTA - Rebuildable Tank Atomizer
Per struttura, gli RTA sono quelli più simili agli atomizzatori con testine prefatte. Come RDA e RDTA hanno un deck di rigenerazione fisso, che però si trova sotto una campana. Il tank, per così dire, sta attorno alla coil invece che sotto.
A volte sono un po’ più insidiosi da rigenerare, perché qui entrano in gioco anche gravità e depressione. Dato che il liquido si trova sopra e attorno alla coil, è importante usare la giusta quantità di cotone per garantire una buona alimentazione: se ne usi troppo, il cotone si asciuga; se ne usi troppo poco, il deck si allaga e il tank può perdere liquido.
L’importante è che il cotone riempia completamente le apposite asole ai lati del deck, senza però essere pressato troppo, altrimenti passa troppo poco liquido. La quantità davvero necessaria dipende dall’atomizzatore, quindi è difficile generalizzare. La regola è: provare.
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2.4 RBA - Rebuildable Base Atomizer
Un RBA è probabilmente ciò che si avvicina di più a un RTA, perché un RBA non è altro che una testina prefatta che puoi rigenerare da solo. Ormai esistono diversi atomizzatori a testine prefatte per cui il produttore offre anche una base RBA. A dire il vero, però, con questi sistemi raramente abbiamo avuto esperienze davvero convincenti. Per questo, se vuoi rigenerare da solo, ti consigliamo un vero rigenerabile e non uno di questi ibridi.
3. La rigenerazione in generale
3.1 Installare il filo
Esistono tantissimi deck di rigenerazione diversi. Hanno però tutti una cosa in comune: il polo positivo e quello negativo sono isolati tra loro. Questo significa che il circuito elettrico tra dispositivo e atomizzatore è interrotto tra i due poli su cui viene fissato il filo. Il tuo compito è colmare questo spazio con il filo e chiudere così il circuito.
In pratica, devi avvitare un’estremità al polo positivo e l’altra al polo negativo. Se monti due coil, lo fai in parallelo.
Se installi due coil, fai attenzione che la lunghezza dei singoli fili sia la stessa e che tocchino il deck solo nei punti in cui sono stati fissati. Ti spiego perché nel punto successivo.
3.2 Il dry burn
Il dry burn serve a far scaldare la coil in modo uniforme. Inoltre, durante il dry burn cambia anche la resistenza, che poi, a seconda della lega, rimane stabile con piccole variazioni. È quindi possibile che una build che sulla carta dovrebbe essere da 0.2Ω misuri 0.1Ω prima del dry burn e 0.2Ω dopo.
Non lo facciamo tenendo premuto il tasto fire in modo continuo: capirai subito perché al primo tentativo. Si procede invece a brevi impulsi, quindi un secondo di attivazione, un secondo di pausa e così via. Continua finché il filo non si illumina più alle estremità, ma diventa incandescente in modo uniforme dal centro verso l’esterno.
La potenza da usare per il dry burn dipende dalla resistenza della coil. Ad esempio, con 0.3Ω puoi stare sui 15-20W, con 0.15Ω tra 30W e 40W. Detto in altro modo: circa la metà della potenza con cui vorrai poi svapare l’atomizzatore. All’inizio è ovviamente difficile valutarlo, ma puoi orientarti più o meno sui valori appena indicati e funzionerà benissimo.
Se durante il dry burn noti piccoli punti più chiari sulla coil, si chiamano hotspot. Li elimini grattandoli leggermente con una pinzetta in ceramica.
Quando le coil si accendono in modo bello uniforme, le lasciamo raffreddare e passiamo a sistemare il cotone.
3.3 Sistemare il cotone
Il modo di sistemare il cotone dipende molto dall’atomizzatore che vuoi rigenerare. Vale sicuramente la pena guardare qualche video su YouTube dedicato al modello specifico.
Fai attenzione che l’interno della coil sia riempito bene, ma non al punto da riuscire a malapena a far passare la striscia di cotone. Se riesci a muoverla avanti e indietro senza grande resistenza, va bene così.
4. Di cosa ho bisogno?
Naturalmente anche in questa parte del mondo dello svapo esistono tantissimi accessori utili per semplificarti la vita quando rigeneri.
4.1 Attrezzi per rigenerare
Alcuni produttori offrono i cosiddetti kit per rigenerazione. Dentro trovi attrezzi pratici per rigenerare gli atomizzatori.
Secondo me c’è solo una cosa di cui difficilmente puoi fare a meno: la pinzetta in ceramica. Serve a modellare il filo durante il dry burn e a rimuovere gli hotspot. Poiché le punte della pinzetta in ceramica non conducono né corrente né calore, sono perfette per questo uso. Inoltre può essere utile un coil jig se vuoi usare il filo direttamente dalla bobina e avvolgere le tue coil. Una forbice per il cotone e una tronchesina per tagliare il filo su misura, di solito, la maggior parte delle persone le ha già in casa.
4.2 Cotone per l’atomizzatore
Di cotoni diversi ce ne sono davvero a volontà. Si distinguono per struttura, capillarità e durata. Però la scelta del cotone è una questione di gusto personale, quindi non esiste il cotone migliore in assoluto sul mercato. Da questo punto di vista puoi tranquillamente affidarti ai consigli di vaper esperti che rigenerano da tempo, oppure semplicemente provare da solo.
4.3 Filo e caratteristiche
Dato che su questo tema le opinioni sono molto diverse, ci limitiamo alle basi: ognuno ha preferenze diverse in fatto di filo e resistenza. Per questo ti consigliamo di provare diverse strutture, leghe e resistenze. È il modo migliore per capire cosa fa per te e cosa no.
Oltre ai fili semplici e singoli, naturalmente esistono anche fili composti da più fili intrecciati tra loro. Poiché però questo renderebbe l’articolo troppo lungo, per ora lasciamo da parte l’argomento.
Per darti comunque una piccola panoramica delle diverse leghe, ecco le più comuni:
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Kanthal Il Kanthal è composto da una lega di ferro, cromo e alluminio.
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Acciaio inox
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NiChrome Il NiChrome, come si intuisce facilmente dal nome, è composto da nichel e cromo.
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Naturalmente, oltre a Kanthal, nichel-cromo e acciaio inox, esistono altre leghe che possono essere usate per svapare. Inoltre, anche nel caso di NiChrome o acciaio inox, ci sono diverse leghe che si differenziano leggermente tra loro e in parte sono adatte al TC. Ma su questo entreremo più nel dettaglio in un prossimo articolo.
Chi sono - Dopo tre anni di svapo e oltre due anni come addetto alla vendita nelle filiali di Zurigo e Horgen, era arrivato il momento di cambiare aria. Così, in qualche modo, sono finito nelle profondità infinite dell’ufficio Dampfi. Lì, tra le altre cose, ho scoperto un piacere inatteso per la scrittura e in futuro ti regalerò ancora parecchi articoli informativi, inutili, divertenti, utili e anche un po’ scemi. Desideri, suggerimenti e critiche sono sempre benvenuti e possono essere inviati a [email protected].





































































































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