Diffide per gli YouTuber tedeschi?
Su YouTube ci sono svapatori che presentano dispositivi appena arrivati sul mercato cinese, ma che non sono ancora arrivati nei vape shop europei. Il motivo è semplice: secondo la normativa UE, un dispositivo “nuovo” può essere venduto in Europa solo dopo la relativa notifica e trascorsi 6 mesi. E si parla appunto di “notifica”, non di chissà quali test tecnici. Comprensibile che per i negozi sia una bella seccatura. Ora però circola la voce che alcuni vape shop tedeschi vogliano agire contro gli YouTuber, sostenendo che queste prove in anteprima danneggino il loro business.
Prima di tutto: che cos’è esattamente una diffida? In Germania le diffide sono diventate un vero e proprio mercato per gli avvocati. Spediscono a destra e a manca costose lettere di diffida, corredate da una dichiarazione scritta di impegno a non ripetere il fatto. Diffide del genere arrivano per foto, per presunti video caricati illegalmente oppure, stando alla voce che gira, dai vape shop ai reviewer di dispositivi per lo svapo.
Prima cosa da sapere: molte diffide sono semplicemente false! A provare a spillarti soldi non sono solo avvocati davvero incaricati da artisti o dall’industria, ma anche i soliti personaggi che un tempo ti promettevano un’eredità in Kenya. Chi vive in Svizzera, in ogni caso, ha meno motivi per preoccuparsi delle diffide: qui non si possono mandare parcelle salate di avvocati senza un fondamento reale. Deve quindi trattarsi di qualcosa che sarebbe vietato anche in Svizzera. Inoltre, al “cattivo” bisogna prima dare la possibilità di rimediare al proprio errore: da noi non funziona che arrivi e incassi.
Naturalmente non si possono certo mandare diffide agli svapatori su YouTube solo perché presentano un dispositivo che nell’UE non è ancora disponibile. È semplicemente assurdo! Ed è assurdo anche perché, nella realtà, non danneggia affatto le vendite: al contrario, è pubblicità gratuita. E la quota di persone che, invece di aspettare che il proprio vape shop di fiducia metta in catalogo il dispositivo, lo ordina direttamente da uno shop cinese sarà probabilmente molto bassa!
Immaginiamo che 1000 persone guardino la recensione di un dispositivo X e che il 50 percento ne sia entusiasta. Di quel 50 percento, però, al massimo il 10 percento deciderà subito di acquistarlo quando arriverà in commercio. In pratica, 50 persone lo comprerebbero immediatamente, anche se colleghi e amici non l’hanno ancora provato. Di queste, al massimo il 10 percento avrà voglia di ordinare da uno shop cinese e di sobbarcarsi tutta la trafila doganale. La merce proveniente dalla Cina deve essere sdoganata nell’UE. Esattamente tre persone non hanno mai ordinato dalla Cina prima d’ora e non hanno mai dovuto ritirare merce in dogana. E non hanno nemmeno mai aspettato un pacco dalla Cina: i tempi possono variare parecchio, in meglio o in peggio. Inoltre, la navigazione di alcuni shop cinesi è semplicemente un po’ macchinosa. In breve: gli YouTuber tedeschi possono stare tranquilli. Sono più un motore per il lancio di nuovi dispositivi che un problema per i negozi. A complicare la vita ai negozi tedeschi sono le direttive UE, non gli YouTuber.


