Follia burocratica: vendita a distanza vietata in Austria

13 aprile 2017 2 min per leggere

Follia burocratica: vendita a distanza vietata in Austria

In Austria gli orologi sembrano andare a un altro ritmo – e, proprio per questo, anche una legge può diventare il pretesto perfetto per far finta che il XXI secolo non esista. Così, nell'ambito della nuova normativa UE sul tabacco, già nel maggio 2016 in Austria è stata vietata la vendita a distanza di prodotti per lo svapo.

 

Un rivenditore online austriaco ha impugnato questa legge e ora è arrivata la sentenza. La vendita a distanza resta vietata perché «così si perseguono gli interessi della tutela dei consumatori e dei minori». In parole povere: il consumatore adulto e consapevole va protetto da se stesso, e in Austria i ragazzi di 16 o 17 anni a volte non dimostrano 20 anni! Quindi non possono semplicemente correre al chiosco più vicino e fare scorta. E di certo non inizierebbero con la classica bionda: no, vanno matti per fare il refill dei tank con il liquido.

 

Ma non è tutto ciò che riesce a partorire un tribunale del genere – c'è di meglio. Cito: «... il potenziale di dipendenza e di rischio per la salute legato alle sigarette elettroniche, nonché la loro particolare attrattiva per chi inizia.» Da dove tira fuori, il tribunale, l'idea che lo svapo sia così allettante per i principianti? A quei banchi siedono solo giudici che non hanno mai fumato? Che non sanno che aprire un pacchetto di sigarette è decisamente più semplice che ricaricare una batteria, riempire un tank e, soprattutto, ricordarsi dello spegnimento con 5 click?

 

E il fatto che le statistiche dimostrino chiaramente che meno dell'1% degli svapatori non aveva mai fumato prima? E su che cosa fonda il tribunale questo potenziale di rischio? Qui siamo davvero al capolavoro – naturalmente proprio sul glicole propilenico! Quindi, secondo la giustizia austriaca, chi svapa si snifferebbe il dentifricio?

 

Tra l'altro, questa sentenza non arriva affatto da un tribunale di provincia – ma dalla Corte costituzionale austriaca, cioè dalla massima corte del Paese.

 

I gestori dei chioschi austriaci possono festeggiare – nel Paese hanno il monopolio!

Qui trovi la sentenza originale

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