Morti legate alle sigarette elettroniche: fatti, cause e chiarimenti

Blog sigarette elettroniche: verità e fatti
17 settembre 2019 4 min per leggere

Morti legate alle sigarette elettroniche: fatti, cause e chiarimenti

Sigarette elettroniche e decessi: cause e fatti


Da anni i media continuano a dipingere le sigarette elettroniche come dannose, poco studiate, esplosive e tossiche, associandole nello stesso respiro alle droghe e al rischio che i giovani si avvicinino al tabacco. Il problema è sempre lo stesso: da una parte i redattori non si informano, dall’altra ogni giornaletto sa sfruttare benissimo la sete di sensazionalismo dei propri lettori per racimolare click e tenere in piedi un’attività finanziata dalla pubblicità. Perché mai un giornalista dovrebbe ancora prendersi la briga di informarsi, quando sa quanti click generano i titoli negativi e quanto al lettore medio piaccia indignarsi su quanto bisogna essere stupidi per “fumare” una sigaretta elettronica?

Nelle ultime settimane i titoli negativi hanno raggiunto un nuovo livello. Ecco quindi qualche chiarimento sulla situazione attuale, sui decessi negli Stati Uniti e su ciò che viene davvero distorto e gonfiato.


I fatti

  • La causa sono esclusivamente cartridge contenenti cannabis, prodotte illegalmente e vendute sul mercato nero
  • I casi sono locali e circoscritti agli Stati del Wisconsin e dell’Iowa
  • Alcuni responsabili sono già stati individuati e i laboratori clandestini smantellati
  • Tutti i liquidi disponibili da noi NON sono coinvolti, grazie alla regolamentazione TPD2 in vigore in tutta Europa


“Prima vittima dopo l’uso della sigaretta elettronica”

Il titolo dell’articolo del giornale ***Nome rimosso a seguito di diffida*** parla di una misteriosa malattia polmonare: dal giugno 2019 ne sarebbero stati registrati 193 casi e ora sarebbe deceduta la prima persona. A prima vista, e per il 90% dei lettori, il messaggio è chiarissimo: la sigaretta elettronica uccide. Nel frattempo i servizi e gli articoli sull’argomento si moltiplicano, a volte più, a volte meno gonfiati. Ma qual è davvero la causa?

A oggi, secondo diverse fonti, sono noti 380 – 450 casi; purtroppo si contano già fino a sei decessi. È interessante notare che questi casi sono limitati esclusivamente agli Stati del Wisconsin e dell’Iowa negli USA. Nel frattempo è stato anche reso noto che in Wisconsin è stato smantellato un laboratorio clandestino in cui venivano prodotti illegalmente liquidi arricchiti con THC, poi venduti per strada in entrambi gli Stati.

La “misteriosa malattia polmonare” è stata scatenata da un additivo contenuto in questi liquidi al THC. L’acetato di vitamina E è stato usato in alte concentrazioni per trasformare l’olio contenente THC, estratto dalle piante di canapa, in un’emulsione idrosolubile. La solubilità in acqua serviva a renderla utilizzabile nei vaporizzatori.


Clickbait e attacchi mediatici

In prima fila c’è l’azienda ***Nome rimosso a seguito di diffida***. Analizzando più da vicino questi articoli, notiamo quanto segue.


Un solo titolo, più articoli

***Link rimossi a seguito di diffida***

Senza vere novità, lo stesso articolo viene riscritto e pubblicato di nuovo. Basta guardare gli intervalli di pubblicazione, scelti alla perfezione, per capire che sono stati calibrati con precisione per convincere anche l’ultimo scettico che la sigaretta elettronica ti porta dritto nella tomba.


Il titolo prende di mira le sigarette elettroniche

Le parole «e-cig», «sigaretta elettronica» o «vaping» compaiono in ogni titolo, mentre la vera causa, cioè sostanze stupefacenti confezionate illegalmente, si trova solo nascosta in profondità negli articoli. Purtroppo lo vediamo anche sul campo: una campagna di bashing del genere è molto efficace e molti nostri concittadini si fidano più di una ***Nome rimosso a seguito di diffida*** che degli studi condotti da medici specialisti.

Quasi tutti gli articoli della ***Nome rimosso a seguito di diffida*** rilevanti per le sigarette elettroniche vengono scritti da ***Nome rimosso a seguito di diffida***.

Dato che già all’inizio del 2019, per un articolo, ci siamo presi il tempo di informare in modo approfondito ***Nome rimosso a seguito di diffida*** sul tema delle sigarette elettroniche, discutendo anche degli interessi economici, siamo ancora più sconcertati nel vedere come questa “giornalista”, pur sapendone di più, ora violi persino il codice deontologico della stampa.


Per maggiori informazioni sulla situazione politica generale e attuale dello svapo, ti rimandiamo volentieri a https://www.vapers.guru/


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