Svapo per principianti - Pulizie d’autunno: pulire tank, atomizzatori e coil

11 aprile 2017 3 min per leggere

Svapo per principianti - Pulizie d’autunno: pulire tank, atomizzatori e coil

Se in certi forum sullo svapo leggi qualcosa sulla «pulizia dell’atomizzatore», potresti quasi pensare che serva una laurea. È incredibile quante soluzioni riescano a inventarsi alcune persone. Ancora più curioso è il consiglio che si legge in alcuni shop: «Le coil non si devono pulire!». Ma chi l’ha deciso? Tutto quello che stai per leggere nasce dalla mia esperienza personale: puoi seguirla, oppure naturalmente fare a modo tuo.

 

Pulire tank e atomizzatori!

Per ora lasciamo un attimo da parte le coil. C’è chi mette i singoli componenti dell’atomizzatore a bagno nella vodka, chi li sciacqua semplicemente sotto l’acqua corrente oppure li infila nel cestello delle posate della lavastoviglie. Pare però che ci siano anche persone che comprano apposta piccoli sterilizzatori come quelli usati nei centri estetici, oppure che, per far brillare le superfici dei tank, usano vasche a ultrasuoni prese dal mondo della gioielleria e dell’orologeria.

 

Come abbiamo già visto, il liquido è composto da sostanze che, esatto, aumentano moltissimo la durata di conservazione dei prodotti: non c’è granché che possa andare a male. I componenti principali dei liquidi hanno un effetto conservante. Ti è mai capitato che un dentifricio si riempisse di germi? E se anche succedesse, i germi sarebbero sull’imboccatura, quindi sarebbero i tuoi. Ok, ai tempi di peste e colera capirei il senso degli sterilizzatori, ma al di fuori di un’epidemia di peste secondo me bastano, a scelta, l’acqua corrente del rubinetto o la lavastoviglie. La vodka può avere senso se il sapore di un liquido resta particolarmente ostinato; comunque, dopo aver lasciato i pezzi a bagno nell’alcol, li sciacquerei ancora con acqua.

 

Pulire le coil

Se svapi liquidi dolci, te ne accorgi in fretta: se fino a poco prima nel tank c’era un buon budino alla banana e, dopo averlo pulito, ci versi un espresso usando ancora la coil del budino alla banana, il risultato sarà più che altro un cappuccino alla banana. Non è detto che sia cattivo, ma la mattina presto può rovinarti il tuo liquido al caffè.

 

Anche se produttori e alcuni shop scrivono volentieri il contrario: sì, anche le coil prefatte si possono pulire! Si può fare. Come? Io sciacquo la coil sotto l’acqua corrente e poi la lascio asciugare per qualche giorno. In breve: quello che davvero non funziona è togliere la coil, lavarla e rimontarla subito, perché così il liquido non te lo godi proprio. Dentro la coil c’è cotone, oppure in alternativa una wick, e se è bagnata ti annacqua semplicemente il liquido oppure la coil non funziona perché è troppo umida. Quindi: lascia sempre asciugare bene le coil. In inverno puoi appoggiarle su un asciugamano sopra il termosifone, in estate sul davanzale al sole.

 

Quello che con le coil prefatte è meglio evitare è il cosiddetto dry burn, cioè l’attivazione a secco. Si fa soprattutto nel mondo dei rigenerabili per bruciare i residui di liquido incrostati sui fili resistivi. Però, quando fai un dry burn, dovresti vedere i fili e togliere il cotone: se non hai tutto a vista, meglio lasciar perdere, altrimenti la coil è da buttare.

 

In poche parole: se vuoi usare un altro liquido con una coil che in realtà è ancora nuova e vuoi eliminare il vecchio sapore, non ti resta che provare. Nei casi particolarmente ostinati puoi semplicemente svapare con quella coil un liquido alla menta piperita o con note aromatiche simili, belle intense: così la banana sparirà sicuramente in fretta dalla coil come aroma residuo.

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