Rigenerare un atomizzatore: come si fa?

Rigenerare un atomizzatore: come si fa?
12 luglio 2022 9 min per leggere

Rigenerare un atomizzatore: come si fa?

Rigenerare un atomizzatore

Il mondo dello svapo ha tante sfaccettature: dalle pod prefill (cartucce POD già caricate) agli atomizzatori con coil prefatte, fino agli atomizzatori rigenerabili, l’offerta è davvero ampia. Di solito si entra nel mondo dello svapo con uno starter kit, che nella maggior parte dei casi monta coil prefatte. Una coil prefatta è una piccola unità dell’atomizzatore che, pur avendo forme e dimensioni diverse, funziona sempre secondo lo stesso principio. All’interno di un piccolo alloggiamento metallico c’è un filo, oppure una mesh, avvolto dal cotone; attraverso piccole aperture il liquido raggiunge il cotone e lo impregna. Quando il filo si scalda, il liquido vaporizza. Per iniziare è una soluzione molto semplice da usare e assolutamente senza complicazioni. Poi però c’è anche l’opzione per chi ama smanettare e fare da sé: la rigenerazione. Gli atomizzatori a coil prefatte non sono pensati per questo, quindi serve un altro tipo di atomizzatore (ad es. RTA, RDA e RDTA), che vedremo più nel dettaglio nel corso dell’articolo.

Qual è il vantaggio?

Per molto tempo si sceglieva di rigenerare da sé perché permetteva di ottenere più aroma, più vapore e più «divertimento» dall’atomizzatore. Anche i costi di gestione sono più bassi rispetto agli atomizzatori con coil prefatte. Nel frattempo, però, gli atomizzatori a coil prefatte si sono evoluti e, grazie alle coil mesh, oggi offrono un ottimo aroma e tanto vapore. Nonostante questo, rigenerare resta una pratica interessante e appassionante. Dopo questa introduzione un po’ lunga, iniziamo il nostro piccolo viaggio nella rigenerazione.

Cosa cambia e quali differenze ci sono?

Per dirla in modo semplice, si monta o si avvita un filo (chiamato anche coil) nell’atomizzatore, si fa passare il cotone attraverso la coil ed è fatta. Questo però è solo il principio di base: in realtà ci sono alcune cose in più da considerare. Come per gli atomizzatori a coil prefatte, anche qui esistono lo svapo MTL (mouth to lung, tiro di guancia) e DL (direct lung, tiro polmonare). L’MTL si svapa di solito con resistenze più alte e un flusso d’aria più ridotto, mentre il DL con resistenze più basse (sub-ohm) e più aria. Il valore in ohm indica la resistenza che la corrente incontra passando attraverso il filo. Più alto è il valore in ohm, meno potenza (watt) serve. Al contrario, più basso è il valore in ohm, più potenza è necessaria. Nella rigenerazione ci sono due configurazioni molto diffuse: la cosiddetta «single coil» (si usa una sola coil) e la cosiddetta «dual coil» (si usano due coil). Naturalmente esistono anche atomizzatori in cui si possono montare più di due coil, ma sono piuttosto un’eccezione. Ci sono anche atomizzatori «mesh», che usano una retina o una lamina in mesh. Il principio è simile, ma la struttura è un po’ diversa. Il tipo di atomizzatore che vuoi rigenerare non cambia la procedura: i passaggi sono sempre gli stessi (tranne che per gli atomizzatori mesh).

I diversi modelli e le varianti

Esistono diverse varianti di atomizzatori rigenerabili:

a) RTA (Rebuildable Tank Atomizer)

b) RDA (Rebuildable Dripper Atomizer), dripper

c) RDTA (Rebuildable Dripping Tank Atomizer), top-coiler

Qui vedi alcuni dei cosiddetti «deck di rigenerazione»:

a) Deck Velocity

b) Deck con post

c) Deck postless

Cosa serve per rigenerare?

La cosa più importante è sicuramente una coil; all’inizio va benissimo una coil già pronta. Con un po’ più di pratica ed esperienza puoi anche avvolgerla da solo (con filo da rigenerazione su rocchetto). Ti serve inoltre del cotone per rigenerazione. Non dovrebbero mancare nemmeno una piccola tronchesina, una guida per coil, una pinzetta (meglio se in ceramica) e delle forbici. Sono tutti acquisti extra, ma questi «costi in più» si recuperano abbastanza in fretta. Esistono diversi kit per rigenerazione: alcuni sono molto completi, altri più essenziali. Per iniziare, un kit piccolo è più che sufficiente; qualsiasi altro accessorio è un nice-to-have, ma non un must-have.

 

Per spiegarti meglio il procedimento prendiamo come esempio il deck MTL single coil di un RTA.

Preparazione: di cosa hai bisogno?

1. Base di rigenerazione

     Ohmmetro o box mod elettronica, per leggere la resistenza della coil e fare il dry burn

2. Coil

     in questo caso coil prefatte in filo semplice (ottime per fare pratica all’inizio)

3. Cotone

     qui usiamo una striscia di cotone: va solo tagliata alla lunghezza giusta

4. Forbici

     più affilate sono, meglio è

5. Pinzetta

     idealmente una pinzetta in ceramica (non conduce corrente); anche quella mostrata va benissimo

6. Attrezzo per allentare/serrare le viti

     con la maggior parte degli atomizzatori RTA è incluso l’attrezzo adatto

7. Guida per coil

     per preparare, posizionare e stabilizzare la coil durante il montaggio

8. Tronchesina

     idealmente (come qui) con punta piccola/appuntita

Preparare la coil

1. A sinistra c’è il polo positivo, a destra il polo negativo

2. Allinea la coil in base al deck. Usa una guida per coil, così non sposti né schiacci le spire. Piega entrambe le gambette contemporaneamente.

3. Controlla rapidamente che tutto sia corretto. Se la parte bombata della coil deve guardare verso l’alto o verso il basso dipende dal deck dell’atomizzatore.

Inserire la coil

1. Apri solo le viti necessarie. Inserisci la coil e fissala al centro con il coil jig; serra le viti senza stringerle troppo, nel caso la coil debba ancora essere allineata. Quando tutto è al suo posto, stringi bene le viti. ATTENZIONE: se esageri, la vite si spana.

2. Allinea ancora una volta la coil con precisione. L’ideale è posizionarla al centro del deck di rigenerazione, o della camera dell’atomizzatore.

3. + 4. Taglia i residui di filo in modo pulito. È molto importante tagliare il filo il più possibile a filo del deck. In seguito non deve assolutamente toccare la camera dell’atomizzatore, altrimenti si crea un cortocircuito.

Fare il dry burn della coil (IMPORTANTE)

Con l’aiuto dell’ohmmetro o della box mod, scalda la coil con cautela a impulsi (a bassa potenza).

Non usare potenze troppo elevate, altrimenti il filo diventa incandescente troppo in fretta e può rompersi.

1. Questo tipo di incandescenza mostra che la corrente non scorre in modo uniforme e che la coil si scalda da un solo lato. Possono anche comparire singoli punti molto luminosi (hotspot). Anche questi vanno eliminati.

2. Gli hotspot e un’incandescenza «sporca» si eliminano facilmente. Puoi separare le singole spire della coil (in modo che non siano a contatto diretto) oppure passarci sopra con delicatezza la pinzetta. Con una pinzetta in ceramica puoi farlo mentre stai attivando. Con una pinzetta in metallo, invece, passa sulla coil solo quando NON stai attivando! (Può essere necessario ripetere l’operazione alcune volte, finché la coil non si scalda correttamente.)

3. Quando la coil diventa incandescente in modo uniforme dal centro verso l’esterno, è tutto a posto e possiamo passare al cotone.

4. Subito dopo il montaggio, l’ohmmetro indicherà un valore in ohm; a seconda del materiale, questo può discostarsi dal valore dichiarato dal produttore (per la coil). Dopo il dry burn dovrebbe apparire il valore indicato dal produttore. Ci sono comunque delle tolleranze (esempio: valore del produttore = 0,50 ohm, valori tollerabili = 0,40 – 0,60 ohm. Più alta è la resistenza della coil, maggiore può essere anche la tolleranza). Il motivo è che potresti aver aggiunto o tolto mezza spira. La quantità di filo usata per questa coil diventa quindi maggiore o minore. Inoltre, molti produttori misurano la coil completa, mentre noi tagliamo un pezzo delle gambette, riducendo leggermente la resistenza. Anche la conducibilità del filo utilizzato cambia dopo il dry burn; questo dipende dal materiale del filo.

Posizionare il cotone

1. Stacca un pezzo di cotone nel senso della lunghezza. La lunghezza dipende dall’atomizzatore e dalla coil. Con il tempo ci farai l’occhio. Come riferimento uso il dito: con la grandezza delle mie dita, va bene un pezzo di cotone lungo due falangi dell’indice.

2. Tieni il cotone alle due estremità e arrotolalo con una leggera pressione fino a formare un «salsicciotto».

3. Fai passare il cotone attraverso la coil ruotandolo. Per esperienza, «avvitare» il cotone lo fa entrare più facilmente nella coil.

4. Posiziona il pezzo di cotone al centro. Non deve essere troppo stretto: dovrebbe poter scorrere avanti e indietro senza deformare la coil.

Tagliare e sistemare il cotone

1. Accorcia il cotone ai lati: quanto lungo o corto dipende dal deck. Qui la pratica conta più della teoria.

2. Taglia l’altra estremità del cotone alla stessa lunghezza.

3. Nell’immagine in alto si vede che il cotone è un po’ compresso a causa del taglio. A seconda della struttura dell’atomizzatore, questo può compromettere l’alimentazione del liquido. Nell’immagine in basso il cotone è stato un po’ «aperto», in modo che possa portare bene il liquido alla coil.

4. Qui il cotone viene appoggiato nell’apposita sede del cotone. Per prima cosa fai una prova per vedere se è abbastanza lungo.

Se sei soddisfatto del risultato, puoi sistemare il cotone su entrambi i lati.

1. Vista dall’alto della rigenerazione con il cotone.

2. Il cotone è stato inserito in entrambe le sedi e calza bene. In corrispondenza della coil, l’angolo del cotone non dovrebbe essere troppo ripido, altrimenti possono verificarsi dry hit (la coil non è a contatto con il cotone e diventa incandescente).

3. Ora puoi bagnare la rigenerazione finita con il liquido.

4. Il momento della verità: puoi fare una prova di attivazione.

Adesso assembla l’atomizzatore e controlla assolutamente di nuovo la resistenza. Se, per esempio, un pezzo di filo tocca la camera dell’atomizzatore, la box mod mostrerà «Atomizer short». Anche se la resistenza è molto lontana dal valore target, la rigenerazione va ricontrollata.

Alla fine non è nulla di impossibile e chiunque può imparare. Ti auguro tanto successo e buon divertimento con la rigenerazione del tuo atomizzatore.

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