Dalla stampa – Divieto di fumo

11 aprile 2017 2 min per leggere

Dalla stampa – Divieto di fumo

Se l’articolo sulla Wiener Zeitung l’avesse scritto un fumatore, l’indignazione sarebbe stata enorme. Invece, a scavare a fondo è stato proprio un giornalista non fumatore.

E ciò che ha scoperto nella sua ricerca è decisamente scottante. Il potenziale esplosivo degli studi è cosa nota: «Dimmi chi è il committente e ti dirò cosa c’è scritto!» Ma in realtà meriterebbe molta più attenzione il ruolo dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Come abbiamo mostrato martedì, i Paesi in cui si coltiva tabacco sono anche Paesi in cui lo svapo è vietato. Alcuni altri Paesi della lista hanno una forte industria farmaceutica, che si occuperebbe volentieri in prima persona dei fumatori, anche se i suoi risultati sono più che deludenti. Non si tratta infatti del successo di una terapia, ma di capire «chi ci guadagna».

Il giornalista austriaco fa notare, per esempio, che negli USA esiste un legame tra il divieto di fumo e l’aumento del ricorso agli antidepressivi, e che alcuni farmaci per smettere di fumare hanno avuto effetti collaterali per i quali le aziende farmaceutiche sono già state chiamate a pagare.

Secondo noi è un articolo davvero interessante, in cui ognuno è libero di vedere un collegamento tra divieto di fumo e interessi industriali.

E naturalmente fumare non fa bene alla salute, ma lo stesso vale per molte altre cose nella vita. Se poi pensi: «Eh vabbè, io svapo, che mi importa del fumo», hai quasi ragione. Purtroppo solo quasi, perché l’industria farmaceutica allungherebbe volentieri i suoi artigli anche sugli svapatori. Dare un’occhiata agli intrecci tra OMS e industria farmaceutica di certo non fa male, perché in fondo è proprio di questo che parla l’articolo. Ciò che vale per il fumo vale probabilmente anche per altri ambiti in cui OMS e industria farmaceutica siedono allo stesso tavolo.

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