Recensione Vapefly TGO Pod Set
Vapefly TGO Pod Set
Ogni giorno è il Giorno della Marmotta… Un nuovo giorno, un nuovo pod system o una nuova AIO…
La prima domanda viene spontanea: è un pod system o una AIO? Io ho deciso che, per me, è una AIO. Quindi ignoro tranquillamente la definizione scelta da Vapefly. Perché? Per me un sistema è AIO quando puoi sostituire le coil: qui si può, ed è una soluzione assolutamente al passo con i tempi.
Chiarito questo — così evitiamo confusione nel testo — veniamo al dunque.
La star della scena è il TGO Pod Set di Vapefly. La prima cosa che salta all’occhio è il design: compatto, con belle linee arrotondate. Il tasto fire è esattamente dove deve essere ed è comodo da usare. La fortuna mi ha assegnato la versione giallo/nera. Bumblebee: così chiamo questo gioiellino. Non perché abbia qualche rotella fuori posto e speri che il TGO arrivi quando lo chiamo per nome. Però, quando per l’ennesima volta non trovo più il device, chi mi sta intorno capisce cosa intendo quando cerco la mia sigaretta elettronica un po’ spaesato e chiedo dov’è finita.
È il tasto fire a fare la differenza.
Cosa c’è di nuovo? Cosa cambia? Perché dovresti dare un’occhiata, o magari comprare, il TGO POD-Mod di Vapefly?
A favore di questa piccola e pratica AIO ci sono innanzitutto i 2300mAh della batteria. In più, il tank offre una capacità di 4,5ml. Per me, però, l’argomento davvero decisivo — qualcosa che finora non si era ancora visto così — è chiaramente il tasto fire. Vapefly presenta il TGO POD-Mod come il primo POD-Mod con sensore “Fingerprint”. Ci ho pensato, ho cercato, e non ho trovato nulla di paragonabile. E quindi, cosa c’è di così speciale? Semplice: il tasto non attiva l’erogazione quando lo tieni in tasca, gli oggetti vengono ignorati e quindi niente attivazioni accidentali. In realtà dovrebbe trattarsi di un sensore capacitivo, che funziona grazie alle diverse cariche elettriche della pelle a contatto con il sensore. Una volta sbloccato, cosa che avviene molto rapidamente, il tasto si attiva solo con le dita. Si possono memorizzare 6 impronte digitali diverse. Naturalmente puoi anche disattivare il sensore (per 24 ore), ma anche in quel caso non eroga senza dito. Giusto per mettere subito le cose in chiaro: SÌ, puoi attivarlo con la punta del naso o, se vuoi, anche con l’alluce, ma chi tiene certe cose in tasca? Su “Bumblebee” ho registrato entrambi i pollici, perché così il TGO POD sta più comodo nelle mie mani e si usa meglio (almeno secondo me). Nell’uso quotidiano il sistema funziona in modo molto affidabile e senza problemi. Ci si abitua in fretta e dopo poco non ci fai nemmeno più caso. La potenza si regola facilmente; in più la MOD offre quattro modalità (Eco, Standard, Sport e una modalità variabile per le tue curve di potenza). A bordo c’è anche un contapuff. Con 0,6 Ohm e 23 Watt la batteria supera i 500 puff, un risultato che secondo me è davvero niente male. Un grande PLUS è senza dubbio la porta USB Type-C (il cavo è incluso). Il display è chiaro e ben leggibile. Qui però il bambino smanettone che è in me avrebbe voluto la possibilità di cambiare il colore della visualizzazione: così avresti potuto abbinarlo alla tua MOD. Sono disponibili 7 varianti colore, quindi dovrebbe esserci qualcosa per tutti.
Tank & coil
Il tank/pod del TGO POD-Mod offre una generosa capacità di 4,5ml. Il tank è in plastica e si ricarica comodamente dall’alto. Basta premere un piccolo pulsante e far scorrere il tappo del tank. Il refill funziona senza problemi, anche se con il tank rimosso è più semplice, perché si vede decisamente meglio il livello del liquido. Quando è montato non è altrettanto immediato, anche se piccole aperture fanno da finestrelle di controllo. In ogni caso puoi ricaricare il tank anche lasciandolo nella mod: con un po’ di pratica e pazienza non è un problema. È anche l’unica cosa che potrei criticare del device, ma sarebbe davvero cercare il pelo nell’uovo.
Il tank viene tenuto in posizione da 4 magneti. Non mi è ancora capitato di sfilarlo per sbaglio: l’aggancio è saldo e molto stabile. Il bocchino/drip tip è integrato, per via del meccanismo di refill. In bocca però risulta piacevole, quindi non ho sentito il bisogno di sostituirlo. Come tiro è chiaramente un dispositivo da DL, anche se l’airflow permette di rendere il flusso d’aria un po’ più contrastato. Con le coil incluse (SÌ, coil sostituibili), da 0,3 e 0,6 Ohm, la vocazione DL viene confermata ancora di più. Non è noto se in futuro arriveranno coil con resistenze più alte. Coil da 1,2 Ohm con un canale dell’aria più stretto non sarebbero affatto una cattiva idea e probabilmente permetterebbero anche un buon tiro MTL bello contrastato. Con la coil da 0,6 Ohm si possono svapare anche liquidi con 6mg di nicotina senza avere la sensazione che un camion ti sia passato sul petto. Questa affermazione, però, va presa con cautela: non tutti tollerano la nicotina allo stesso modo. Qui riporto semplicemente la MIA percezione allo svapo. Ero davvero curioso di vedere se, e come, queste coil avrebbero reso, anche perché Vapefly aveva già fatto un buon lavoro con le coil prefatte per la Kriemhild. A livello aromatico, le coil del TGO Pod Set sono su un livello alto e, a essere sinceri, molti nuovi atomizzatori a testine (grazie alle coil mesh) offrono un gusto da buono a molto buono. Anche qui, quindi, Vapefly ha fatto tutto per bene. Il cambio di liquido/aroma con un nuovo liquido avviene rapidamente: dopo 5-10 tiri il nuovo liquido era già pienamente presente (a seconda dell’intensità dei liquidi usati in precedenza). La durata delle coil la definirei “molto buona”.
Conclusione
Arriviamo alla conclusione.
Non vedo l’ora delle vacanze, durante le quali questo piccolo “stronzetto” sarà il mio compagno compatto. Da quando ho potuto testare “Bumblebee”, si è dimostrato un device affidabile e maneggevole, che ha fatto il suo lavoro in modo discreto e senza drammi. Non posso dire quanto sia resistente in caso di cadute. Di solito, da me, i dispositivi non vengono usati come proiettili. In ogni caso è costruito in modo solido: al tatto trasmette qualità e stabilità. Se proprio vuoi cercare il pelo nell’uovo, il punto è il refill o, meglio, il controllo del livello del liquido. Dopo qualche giorno però quasi non ci fai più caso e sviluppi rapidamente la sensibilità giusta per capire quando il tank è pieno. Se serve rabboccare il liquido, lo capisci comunque abbastanza bene inclinando un po’ la mod avanti e indietro mentre guardi attraverso la piccola finestrella. Se prima dell’acquisto ti è chiaro che probabilmente è stato pensato come dispositivo DL, non resterai deluso e ti godrai davvero il TGO POD-Mod di Vapefly.

